Paese Mio - Agostino Moschettino

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Paese Mio

Lavori
Paese mio

Paese mio, sorto in questa terra
in tempo antico, tempo assai remoto,
che vide qui i Romani far la guerra:
ma il vero fondator a noi è ignoto.

Fin a pochi anni addietro, ancor le mura
cingevano maestose le tue case
a protezion, cosa ben più dura,
di quei briganti che in te facevan base.

Ducal castello, ancora ben tenuto,
cinto d'intorno di profon' fossato,
da tutti i malviventi già temuto:
era la gloria tua nel passato.

Hai una forma non ben definita,
ma tutte le tue strade son squadrate.
Sei la città ch'è forse più pulita
di tutte quelle sorte in 'ste contrade.

E monumenti c'hai, forse a bizzeffa,
ma non tenuti mai con quella cura
che servirebbe a tutti a non far beffa
di tutto ciò che s'erge entro le mura.

Chiese ci sono, anche numerose.
Ma la più cara è la Collegiata,
pien'è di pittur molto odorose
giacchè da poco tempo restaurata.

La torre campanaria è molto bella.
Come la torre celebre di Pisa, pende;
ed è tant'alta che fino alla stella
del firmamento più lucente, tende.

Il suon delle campane, a noi sì caro,
è simile a armoniosa melodia:
come pel navigante utile faro,
guida, con le sue note, la fantasia

di umili person. Infatti, è vero,
ci fu, non molto tempo fa, poe' romita
che disse, ciò che poi è ver sincero,
"'stu campanaro ten'a calamita...".

Chi nato è qui, viver lontan non puote,
che' forte un dolce grido fa 'sta Terra
e subito tu volgi le tue ruote
e torni qua, dove vuoi ir sotterra.

Sei bella, cara, Terra mia beata,
sentito c'ha il primo mio respiro...
Spero che anche in te, Terra sognata,
esalerò l'ultimo mio sospiro.

Le tue ragazze sanno di paesano:
ragion per cui sei così sincera,
che a un forestier che viene in Marigliano,
trovar gli sembra eterna primavera.

Nella tua cinta una fanciulla è nata
che il cuore mio e la mente m'ha stregato
con le sembianze sue, di una fata,
facendomi cambiar tutto il passato.

Vedi, mia car silente cittadina,
se tu sei bella dolce e civettuola
lo devi, forse, sol alla bambina
che è la più soave tua figliola.

Quando cammina, pura, per la strada,
tutti la guardan con compiacimento,
tanto da far sperar anche la madre
d'aver per nuor 'st'astro del firmamento.

Se poi, per una ragion, lei ti mancasse,
ti sentiresti vuota, senza vita;
e se simil creatura ancor cercasse
impiegheresti, invan, inter la vita.


Creato da Francesco Moschettino
Ultima Modifica 20 Maggio 2020
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